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Salento in barca Coast to Coast

Visitare il Salento in barca cost to coast è un’esperienza suggestiva ed emozionante che vi farà scoprire il territorio da un altro punto di vista. Soprattutto durante il periodo estivo, in quasi tutte le località marine si trovano diversi tour operator che organizzano gite in barca, che a volte comprendono anche la pesca, il pranzo a bordo o un aperitivo festaiolo. Ci sono diversi itinerari possibili, sia lungo la costa ionica che lungo quella adriatica, qui vi racconteremo il Salento immaginando un’ipotetica circumnavigazione da ovest a est.

Si parte da Porto Cesareo, a terra si respira l’atmosfera tipica del borgo di pescatori, nella parte interna si trovano zone più umide conosciute come La Palude del Capitano e Le Spunnulate di Castiglione (fenomeno di origine carsica che implica il cedimento delle volte di cavità sotterranee) oltre alle benefiche sorgenti di acque dolci che rendono il bagno più salutare. Prima di lasciare il porto è interessante visitare la stazione di biologia marina, che dal 1966 studia il mare di questo lembo di terra. Una volta a largo si incontrano una serie di isolotti poco distanti dalla costa, tra cui il più conosciuto è L’Isola dei Conigli, lunga circa 2,5 Km oggi fa parte di un parco marino protetto e prende il suo nome dall’allevamento di una colonia di conigli che l’abitò fino agli anni cinquanta. È il momento di puntare la prua verso sud, mentre si naviga di fronte a Torre Sant’Isidoro e le sue splendide spiagge bianche.

Torre Uluzzo dall’alto annuncia l’inizio del parco naturalistico di Porto Selvaggio, località che conserva, come si intuisce dal nome, una natura incontaminata formata da grotte e cavità naturali che sono divenute patrimonio archeologico, come le grotte di Capelvenere, di Uluzzo e del Cavallo. Superata Santa Caterina e il suo porticciolo le palme e le ville in stile orientale introducono il territorio di Santa Maria al Bagno, marina di Nardò, mentre Le Quattro Colonne, ciò che resta di un antico fortino, chiudono questo tratto di costa.

Il viaggio prosegue alla volta di Gallipoli, dapprima si incontrano Lido Conchiglie e Rivabella, il primo dalla costa rocciosa e frammentata, la seconda nota per le lunghe distese di sabbia protette da dune e pinete. Con uno sguardo più in alto si nota, su un promontorio, l’antica chiesa di San Mauro, interessante da visitare per i resti di antichi affreschi in stile bizantino. Finalmente si scorge all’orizzonte la sagoma della città vecchia di Gallipoli, un isolotto collegato alla terra ferma solo attraverso un ponte di origine seicentesca e al cui ingresso si erge maestoso il Castello Angioino. Gallipoli (dal greco Kalè polis, città bella) merita una visita, doppia, visto che il borgo nuovo e il centro storico sono ben distinti e divisi. Nel primo predominano le vie dello shopping e i nuovi palazzi, mentre il secondo colpisce con i suoi vicoli, i chiaro-scuri della pietra leccese e il barocco della cattedrale. Degna di nota la piccola spiaggia della Purità o Puritate, l’unica della città vecchia, si trova sotto le alte mura fortificate del borgo che un tempo era una fortezza.

A qualche miglia di distanza da Gallipoli Vecchia, in mare aperto, si trova l’Isola di Sant’Andrea. Grande circa il doppio del centro storico di Gallipoli, oggi è una area marina protetta che conserva un eccezionale microclima grazie alla sua elevata salinità. Sono inoltre presenti notevoli reperti archeologici e un faro, che illumina ogni notte lo specchio d’acqua antistante Gallipoli.

La navigazione prosegue verso le località di Lido San Giovanni e Baia Verde, dove lunghe distese di sabbia e lidi attrezzati nel periodo estivo la fanno da padrone. Il golfo di Gallipoli termina con il Parco Regionale Litorale di Pinta Pizzo dove, oltre alla torre che chiude l’insenatura, si trova anche la famosa località Punta della Suina.

Prua dritta a sud, sulla costa sfilano le stupende spiagge di Marina di Mancaversa, Marina di San Giovanni e Lido Marini, senza dimenticare il lungomare di Capilungo e le così dette “Maldive del Salento” (a Marina di Pescoluse) prima di arrivare a Santa Maria di Leuca.

Ed ecco Leuca, il tacco d’Italia, finibus terrae come viene definita. Poco distante dal santuario di Santa Maria De Finibus Terrae, un faro capeggia sul promontorio del Capo di Leuca, al di sotto del quale una scalinata conduce a riva. Anche se secondo molte carte nautiche ufficiali lo Ionio termina più a nord, in prossimità della provincia di Brindisi, il faro di S. M. di Leuca è definito l’incrocio dei due mari, lo Ionio e l’Adriatico. In effetti in prossimità dell’ultimo lembo di terra italiano è possibile notare, forse per merito delle correnti, due diverse colorazioni tra lo specchio d’acqua ad est e quello a ovest.

Il tour prosegue risalendo la costa orientale verso nord. Il paesaggio qui cambia radicalmente rispetto a quello visto fin ora. Le coste, prevalentemente rocciose, sono molto più alte, a tratti interrotte da piccoli porticcioli e i paesi sembrano quasi arroccati sui promontori. Tra piccoli borghi di pescatori si incontrano località più conosciute, come Ponte Ciolo e Castro Marina, dove è d’obbligo una sosta per visitare la rinomata Grotta della Zinzulusa.

Tra le 10 grotte più conosciute in tutto il mondo, la Grotta della Zinzulusa ha un’arcata molto ampia ed è lunga circa 140 metri. Si può visitare a piedi o in barca, ed è conosciuta soprattutto per la quantità di stalattiti e stalagmiti che la decorano creando figure fantasiose. La componente marina è divisa in tre parti: la “Conca” è il primo laghetto di acqua cristallina che si incontra, procedendo verso l’interno si percorre il “Corridoio delle Meraviglie”, dove si possono ammirare le formazioni calcaree nella loro bellezza, un altro laghetto, il “Cocito” chiude la visita.

Si ritorna in mare aperto con la prua a nord e, passando dalla acque benefiche di Santa Cesarea Terme e l’incantevole insenatura di Porto Badisco, si arriva a Otranto.

Otranto è il comune più ad est d’Italia, per questo definito anche Porta d’Oriente, la storia insegna infatti che per secoli la cittadina adriatica fece da ponte tra Oriente e Occidente. Testimonianze del passaggio di diverse popolazioni si possono riscontrare ancora oggi tra i monumenti della città. Una visita più attenta meritano la Cattedrale di Otranto, intitolata ai martiri di Otranto uccisi dai Turchi e dei quali la basilica conserva i resti e il Monastero di San Nicola di Casole, che una volta ospitava la più vasta biblioteca dell’occidente e il primo collegio dove i giovani europei si recavano a studiare.

A nord di Otranto il paesaggio cambia nuovamente, la roccia qui è di formazione calcarea, la stessa usata per le costruzioni in pietra leccese e la costa è ricca di calette sabbiose raggiungibili solo via mare. Sullo sfondo l’immancabile macchia mediterranea, ricca di mirtillo, alloro, rosmarino ed erbe officinali. Le ultime roccaforti salentine che si incontrano sono le località di Torre dell’Orso, San Foca e San Cataldo.

Non vi resta che scegliere il tratto di costa e l’itinerario che vi piace di più, il mare del Salento vi aspetta.

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